Lasciati Ispirare

Happy Birthday One More Trip. Bilanci ed impressioni dopo un anno di travel blogging!

Un anno fa pubblicavo il mio primo articolo su One More Trip dando vita, di fatto, alla mia esperienza come travel blogger! Non avevo idea di cosa avrei fatto ne di che direzione avrebbe preso questa avventura (non è ben chiara nemmeno adesso, lol), avevo solo voglia di cominciare a scrivere e dedicarmi a qualcosa di mio.

Un anno dopo sento la necessità di mettere per iscritto pensieri e riflessioni.

Ma bando alla ciance e cominciamo!

Prima legge del travel blogging – Non si finisce mai di imparare (e di lavorare)

Un anno fa ho cominciato con zero competenze, ho scritto il mio primo articolo, condiviso su FB e…incrociato le dita! Pensavo che avrei raggiunto centinai di lettori senza sforzo e con il minimo impegno.

Ignoravo che il signor Zuckerberg avesse rivoluzionato gli algoritmi di Facebook rendendo i post delle Pagine meno visibili. Capii che per farmi notare non sarebbe bastato un articolo sulle mie vacanze, necessitavo di competenze in materia di SEO (per raggiungere i lettori organicamente tramite Google), in Social Media Management, Networking, Content Writing ed oltre queste avrei dovuto curare la mia community ed i miei followers.

Per fortuna mi sono appassionato al mondo del digital marketing e studiare quotidianamente è uno degli aspetti che preferisco di questo lavoro!

Seconda legge del travel blogging – I soldi arrivano lentamente (se arrivano)

Non prendiamoci in giro, nessuno sacrificherebbe ore ed ore del proprio tempo libero solo per scrivere come raggiungere Oxford da Londra . I soldi sono il motore del mondo ed il travel blogging non fa eccezione.

Molti travel blogger si accontentano di ricevere viaggi omaggio da enti del turismo, a me non sembra un ottimo piano long-term. Per quanto possa essere gratificante, con i viaggi gratis non ci paghi le bollette!

Ho scoperto che ci sono tanti modi per monetizzare un blog, quindi il mio impegno sarà quello di continuare a proporre contenuti di qualità e al tempo stesso monetizzarli.

Ma quanto hai guadagnato con il tuo blog?

Zero! Anzi meno!

Bhè, rileggendo i primi due punti vi renderete conto che non è cosi assurda come risposta. Per i più curiosi, incollo un file Excel con la contabilità di One More Trip.

contabilità-onemoretrip

Deluso?

Per nulla! Lavorare a tempo pieno di giorno e studiare di sera, mi ha tolto tanto tempo che avrei potuto dedicare a creare contenuti monetizzabili. Sono sicuro di chiudere il prossimo anno in profitto!

Terza legge del travel blogging. Non devi necessariamente viaggiare per scrivere di viaggi

Leggere le storie di travel blogger di successo può fuorviare.

Guadagnano abbastanza da potersi permettere di lasciare il lavoro e dedicarsi al 100% ai viaggi e al blogging.

Ahimè, dopo un anno non faccio parte di questa cerchia ristretta (anche se mi piacerebbe!). Li fuori ci sono persone che viaggiano molto più di me e che sanno scrivere molto meglio di me. E non puoi battere i nemici sul loro terreno.

Ma chi lo dice che per essere un travel blogger si debba necessariamente viaggiare?

Questo sarà il prossimo progetto di One More Trip! Insegnarvi ed essere travel blogger senza viaggiare!

La parola chiave è differenziarsi!

Cosa mi/vi aspetta in futuro

La promessa è di rendere disponibili quanto prima “Come diventare un travel blogger senza viaggiare” ed una mini guida su “Come aprire un travel blog”

Per quanto riguardo i social:

Facebook. Saranno condivisi molti più contenuti rispetto al passato e non si limiterà solo ad una vetrina per i nuovi articoli. Mio desiderio è poter segnalare quotidianamente occasioni per voli low cost.

Instagram. Molti travel blogger hanno saputo sfruttare l’incredibile potenza delle Instagram Stories affermandosi cosi come Instagrammer oltre che blogger (la maggior parte delle collaborazioni nascono lì). Con l’introduzione di IGTV potrebbe nascere un nuovo filotto e questa volta non mi farò trovare impreparato. (aggiungete videomaking e photography alle skills di un travel blogger)

Pinterest. Ho scoperto da poco questo Social e devo dire che sta lentamente diventando il mio preferito (anche perché da l’opportunità di ricevere tantissimo traffico gratis). Seguitemi qui

Pensieri conclusivi

Essere un full time travel blogger non è per tutti. E’ un lavoro a tutti gli effetti che richiede molto più delle canoniche 40 ore settimanali. Attraverserete periodo di sconforto e l’unica cosa che vi salverà saranno motivazione e passione per quello che fate.

Ma credo rimanga uno dei modi più appaganti per perseguire la libertà finanziaria e uno stile di vita senza eguali al mondo!

Traguardi raggiunti!

Viaggi fatti

 

 

 

 

 

 

 

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31 Comments

  • Reply
    Cristiana
    luglio 10, 2018 at 8:56 am

    Complimenti davvero per i tuoi risultati! L’ impegno e la costanza ripagano sempre! Solo mi chiedo….the senso ha fare il travel blogger se non si viaggia??

    • Reply
      raffor14c
      luglio 11, 2018 at 7:14 pm

      Ciao Cristiana, grazie per i complimenti. Ovviamente se vuoi fare il travel blogger non puoi totalmente escludere i viaggi dal tuo lifestyle. Non avrebbe senso. Ma non ha nemmeno senso aspettare di viaggiare per creare contenuti per il tuo blog. Diciamo che insegnerà a creare contenuti ANCHE quando non viaggiamo!

  • Reply
    Tommaso
    luglio 10, 2018 at 2:32 pm

    Ah, complimenti per gli obbiettivi raggiunti, anche perché sono meglio – 257 ed avere la voglia, la passione di far bene per il prossimo anno, che +257 e non sapere più che fare.
    Conta molto la motivazione secondo me! Complimenti per il blog, corredato da foto fatte veramente benissimo, cosa indispensabile sia nel travel che in altri settori!

    • Reply
      raffor14c
      luglio 11, 2018 at 7:15 pm

      Grazie mille Tommaso!Se c’è passione, c’è tutto! Ah no, quella è la salute (cit. Massimo Troisi)

  • Reply
    Sara
    luglio 10, 2018 at 5:16 pm

    A me il tuo blog piace molto! Magari ci vorrà tanta costanza e un po’ di pazienza ma vedrai che piano piano ti toglierai delle soddisfazioni! Intanto complimenti per i risultati raggiunti fino a qui!

    • Reply
      raffor14c
      luglio 11, 2018 at 7:15 pm

      Grazie Sara, forse è proprio ciò che è mancato: costanza e pazienza!

  • Reply
    sheila
    luglio 10, 2018 at 6:41 pm

    beh il primo anno è sempre di assestamento, io ho visto i primi risultati seri del blog dopo quasi due anni!

    • Reply
      raffor14c
      luglio 11, 2018 at 7:16 pm

      Speriamo che il secondo sia migliore del primo!

  • Reply
    Raffi
    luglio 11, 2018 at 7:06 am

    Il primo anno è sempre il più duro in qualsiasi avventura imprenditoriale: investimento non solo di denaro, ma anche fisico ed emotivo. Ma la passione e la voglia di fare è fondamentale e spinge ad andare avanti. Continua così.

    • Reply
      raffor14c
      luglio 11, 2018 at 7:17 pm

      Grazie Raf, è stata dura portare avanti questo insieme ad altri progetti, ma la passione è tanta e la voglia di emergere anche!

  • Reply
    Agnese - I'll B right back
    luglio 11, 2018 at 5:40 pm

    Ciao! Non ci conosciamo e sono capitata qui un po’ per caso, quindi tutto quello che sto per dire è basato solo ed esclusivamente su quello che ho letto in questo post.

    È bello fare un bilancio del primo anno di blogging, l’ho fatto anche io e lo fanno in moltissimi. Onestamente non ho capito se il tuo progetto è quello di mollare il tuo lavoro attuale e diventare travel blogger a tempo pieno, ma magari lo leggerò in altre pagine di questo blog, se l’hai scritto 🙂 Io sono una perfetta signorina nessuno e sto per darti dei consigli e delle riflessioni non richieste, ma mi sento di dartele in quanto parte di questa categoria:

    -sicuramente conosci il target dei tuoi lettori, e quindi lo saprai meglio di me e avrai agito di conseguenza. Se pensi che i tuoi lettori abbiano una curiosità (forse un po’ morbosa, a questo stadio delle cose) di sapere esattamente i tuoi costi e i tuoi ricavi, allora hai fatto bene a inserirli. Se così non fosse, personalmente credo che un po’ più di privacy per quanto riguarda il “dietro le quinte” del blog (come di qualsiasi altra cosa) non possa guastare. Non è che tutte le aziende ci mostrano i loro bilanci economici dettagliati sui loro siti web 🙂

    -vedo nella bio che ti definisci un perfezionista, allora ricorda che ogni singola imprecisione nell’ortografia verrà registrata e ricordata da altri perfezionisti!

    -è vero che molti blogger “si accontentano” di farsi pagare i viaggi e che solo con questo non si mangia, ma è anche vero che, nel primissimo anno di blogging (forse anche nel secondo…) un po’ di gavetta è normale e sacrosanta, come accade del resto in tutti i lavori del mondo. Partire per un blog tour o un viaggio per la sponsorizzazione di un territorio senza essere pagati è una cosa fastidiosa, certo, ma è qualcosa che può portare contatti, esperienza, opportunità. Non si può fare per sempre e io sono la prima a ricercare collaborazioni retribuite ma, se capita, un viaggio gratuito (che poi veramente “gratis” non è mai) lo considero una benedizione e un passo in più verso la realizzazione del mio progetto.

    -nel tuo bilancio vedo la voce “Instagram BOT”. I Bot lavorano a discapito di qualsiasi interazione sociale reale e organica, penalizzano chi lavora con onestà, puntano al raggiungimento di un aumento dei numeri facile, ma che non si traduce in una community reale. Hai il blog da un anno e a me personalmente sembra un peccato iniziare subito lavorando in questo modo. Ci sono blogger e influencer che hanno community pazzesche senza aver speso un centesimo per questi mezzi facili, credo che la strada giusta sia quella. Chi utilizza i Bot porta alla morte tutto quel bellissimo studio e quella bellissima sperimentazione di cui hai parlato più che bene all’inizio del tuo post.
    Se poi hai speso solo quei soldi solo come esperimento, allora è un altro discorso.

    -sono propria curiosa di sapere cosa scriverai in questa guida su come essere travel blogger senza viaggiare, perché proprio una cosa del genere non la capisco. Un travel blogger racconta le proprie esperienze di viaggio, quello che ha visto e quello che ha fatto, ognuno utilizzando il proprio stile. Si può non viaggiare per un po’ di tempo e scrivere post di “repertorio” su altri argomenti inerenti al viaggio (riflessioni, libri, film, ecc.), ma prima o poi un viaggio va fatto se non vogliamo che il blog muoia! Che poi hai parlato di due poli opposti: mollare tutto per viaggiare full time, oppure non viaggiare affatto. Ci sono tante sfumature in mezzo, tantissime: dalle due settimane di ferie ad agosto e diversi viaggi più o meno lunghi nel corso dell’anno, fino alle “semplici” gite fuori porta nel weekend. Se con “non viaggiare” intendevi una di queste sfumature, allora sono d’accordo con te, ma l’hai spiegato male 🙂 Anche in questo caso, ci sono decine e decine di travel blogger, di grande successo, che non hanno necessariamente “mollato tutto”.

    Basta, ho finito! Ora magari mi odierai ma, credimi, ho scritto tutto in totale buona fede, anche perché non ti conosco 🙂 Spero che tu non ti offenda! Se vuoi cancellare il mio commento perché ti dà fastidio, ma continuare la conversazione in privato, io lo capisco 🙂

    Al di là di tutto il tuo blog mi sembra molto bellino, adesso mi faccio un giro! Buon primo anniversario e in bocca al lupo per il secondo anno 🙂

    • Reply
      raffor14c
      luglio 11, 2018 at 7:33 pm

      Ciao Agnese, ottimo commento significa che hai letto il mio post attentamente e di questo posso essere solo contento. Inoltre da vita ad un cosa che amo: il confronto!
      Provo a risponderti e/o a darti le mie motivazioni punto per punto!

      1. Ho postato la foto della mia contabilità perchè diverse persone mi hanno chiesto quanto costi aprire e mantenere un blog. Nel mio caso la cifra spesa è quella che tutti possono vedere, ma si possono fare le cose più un “piccolo” e risparmiare un bel po’ di soldi. L’idea l’ho preso da due blogger stranieri che hanno una sezione “Monthly Income” in cui parlano di come monetizzano e quanto guadagnano con il blog. Magari in privato ti giro link

      2. Si sono un perfezionista, ma anche uno che si riduce all’ultimo minuto. Ho cominciato a scrivere questo post alle 20.00 e volevo fortemente che fosse online entro le 24.00. Se trovi errori (orrori) sia ortografici che grammaticali sarei ben contento se me li facessero notare 🙂

      3. Tutto esatto quello che dici, però se ci fai caso ho scritto “non mi sembra un ottimo piano long term”. Quindi nel lungo periodo bisogna comunque avere un piano ben definito se si vuole monetizzare. Detto questo, se dopo un anno un ente del turismo mi proponesse qualsiasi tipo di collaborazione (inclusi viaggi gratis, che poi gratis non sono mai) stapperei una bottiglia di Moet!

      4. Concordo con te e non ti nego di essermi pentito. L’ho lasciato andare per 5 mesi e mi ha letteralmente rovinato l’engagement. Ora sto lavorando il doppio per migliorare quest’ultimo e creare una community fidelizzata.

      5. Ovviamente il nome del corso è un pelino provocatorio. Ovviamente se vuoi fare il travel blogger non puoi totalmente escludere i viaggi dal tuo lifestyle. Non avrebbe senso. Ma non ha nemmeno senso aspettare di viaggiare per creare contenuti per il tuo blog. Diciamo che insegnerà a creare contenuti ANCHE quando non viaggiamo!

      Detto questo teniamoci in contatto sui social, avere una lettrice attenta (ed anche collega da quanto vedo) fa sempre piacere 🙂

  • Reply
    FRANCESCA MARIA
    luglio 12, 2018 at 3:02 pm

    Molto interessante il tuo post. Concordo con ciò che scrivi .. Avere un blog e voler monetizzare significa dedicarcisi come ci si dedica ad un lavoro vero. Perchè un lavoro vero lo è a tutti gli effetti. Anche se purtroppo la maggior parte delle persone – non solo i blogger intendo in generale – non lo h ancora capito. Non sono pienamente d’accordo però che si può avere un travel blog senza viaggiare .. si offre allora un servizio diverso .. Per lo meno a mio avviso.

  • Reply
    Sabina Samogin
    luglio 12, 2018 at 6:53 pm

    Che dire… se ci credi e ti piace quello che fai, indipendentemente dagli introiti, credo sia giusto continuare. Per alcuni
    tenere un blog è come tenere un diario (non segreto), è un modo per raccontarsi e per sfogarsi, poi è chiaro tutti speriamo nei risultati in termini economici anche perché il lavoro più bello è quello che ci fa stare bene e ci rende felici. In bocca al lupo!

  • Reply
    Emanuele
    luglio 13, 2018 at 1:07 am

    Ciao, anche io non ti conosco come Agnese ma volevo darti due consigli per non fare il passo più lungo della gamba. Il primo consiglio é che un travel blogger deve viaggiare, ma deve viaggiare inteso non come un obbligo ma come un’emanazione talmente forte della propria voglia di scoprire il mondo. Il blog viene dopo, prima devi viaggiare per tuo interesse, soprattutto per i primi anni (e non solo perché pur diventando professionisti non puó mancare la voglia di viaggiare). Il secondo consiglio é: non scrivere quella guida. Dopo un anno non è plausibile avere le competenze lato blog tali da scrivere una guida, dal mio punto di vista manca autorevolezza. Tutto si traduce nel consiglio finale: studia, viaggia e metti in campo ció che hai imparato. Direi di lasciare a tempi futuri la guida. In bocca al lupo per i tuoi prossimi traguardi.

    • Reply
      raffor14c
      luglio 13, 2018 at 6:28 pm

      Ciao Emanuele, prima di tutto grazie per essere passato! Seguo il tuo blog e mi piace molto il tuo stile.
      Mi permetto solo di contraddirti su un punto. Non importa da quanto tempo fai una cosa, ma COME la fai! Nella mia esperienza lavorativa ho scavalcato colleghi più anziani (e con più esperienza) proprio perché avevo quel quid in più (non sono modesto lo so, ma solo perché so di averlo meritato)

      Crepi il lupo!

      • Reply
        Emanuele
        luglio 14, 2018 at 11:06 am

        Ciao Raffaele, mi fa molto piacere che il mio blog ti piaccia e sono d’accordo con te sul fatto che spesso anche se si fa un qualcosa da meno tempo di altri, ciò non significhi che gli altri sono necessariamente meglio. Il mio discorso era legato al mondo del blogging e del web marketing in generale, in un anno non c’è materialmente il tempo di capire quali siano le strategie giuste. A livello di posizionamento, ad esempio, alcuni miei post hanno cominciato a funzionare ad un anno circa dalla loro scrittura, e solo in quel momento ho tratto le somme del perchè quel post si fosse posizionato in maniera adeguata. Era questo che intendevo, mancherebbero dei tasselli ;-D! In ogni caso, quando vuoi e se ne avrai bisogno, contattami pure anche solo per fare due chiacchiere “tecniche”. Buon weekend :-D!

  • Reply
    stefania manfredi
    luglio 13, 2018 at 6:53 am

    sono davvero tanto curiosa di sapere come si fa il travel blogger senza viaggiare! ahahah calcola che io in genere viaggio sei mesi all’anno! 😉

    • Reply
      raffor14c
      luglio 13, 2018 at 6:31 pm

      Grande Stefania! Questo titolo sta scatenando molte perplessità e questo…mi piace!

  • Reply
    sabrina barbante
    luglio 13, 2018 at 3:29 pm

    Molto onesto il tuo post e devo dire che apprezzo il tuo essere anche sprezzante di quello che molti credono o credono di credere (scusa il gioco di parole, ma rende l’idea) sul mondo molto pragmatico e pochissimo magico del blogging.
    Io le spese più grosse le ho proprio per i viaggi (che nel mio excel sono il primo capitolo di spesa).
    Anche io da un solo viaggio riesco a tirare fuori almeno 3-4 articoli e devo dirti che scrivere di viaggio è la cosa che amo di più, anche più del viaggiare fine a se stesso. Per questo ogni viaggio mi aiuta a produrre molti post; sia perchè viaggio nell’ottica di scrivere che perché, come ogni imprenditore, ogni capitolo di spesa deve portare il massimo della produzione.
    Vivo il mio travel blog come una piccola impresa e le trasferte della titolare (cioè io 😉 ) vanno a mio avviso messe a bilancio. Spendo meno per il mio hosting e ho deciso di non investire su fb e instagram (cioè, soldi no ma tempo sì, ne ho speso un bel po’) perché al momento guadagno dal blog e non dai social, ma è bello vedere che siamo tutti piccoli imprenditori diversi. NB. non sono una purista anti-bot: credo che chi lo è non ha affatto capito che cosa sono davvero e come lavorano i bot. Almeno quelli fatti bene che costano una cosuccia di più
    Questo è il primo anno, dopo tre anni, in cui con il blog vado in attivo e ho potuto lasciare alcuni vecchi clienti (perché io, ehm, sì, ho lasciato 5 anni fa il posto fisso per aprire la partita iva e fare la travel blogger). yes-we-can.

    • Reply
      raffor14c
      luglio 13, 2018 at 6:33 pm

      Oddio non avevo mai pensato di mettere a bilancio le spese dei viaggi. Tecnicamente è corretto. Io forse non l’ho preso in considerazione perché blog o meno viaggerei lo stesso 🙂

  • Reply
    Sara Chandana
    luglio 13, 2018 at 4:56 pm

    Fai bene a studiare, lo faccio anche io, e ti faccio gli auguri per i tuoi obiettivi. Per me essere travel blogger è ormai anche uno stile di vita e il blog è un progetto di cui mi prendo cura con tanto amore.

  • Reply
    Gia
    luglio 13, 2018 at 8:47 pm

    Spero che inizi davvero a guadagnare col blog. te lo meriti perché ti sei impegnata tanto.

  • Reply
    Sara
    luglio 13, 2018 at 9:24 pm

    Io sono dell’idea che in primis ti deve piacere ciò che fai ed il resto pian piano viene da solo! Io ho un blog da quasi un annetto e mi ha portato tante soddisfazioni anche se non economiche.

  • Reply
    Silvia Faenza
    luglio 14, 2018 at 5:12 am

    Ciao 😀 anche io ho aperto il mio blog da circa un anno (faccio 12 mesi a Novembre), e ho un po’ meno spese delle tue, ma anche meno risultati in campo social! Il blog sta crescendo piano piano, e viaggio come al solito ne più ne meno, ma mi permette comunque di scrivere tanti post, anche su luoghi che ho visitato negli anni precedenti all’apertura del blog. Comunque complimenti per la tua schiettezza 😀 E naturalmente non mollare mai, è troppo bello avere un blog!

  • Reply
    Valentina
    luglio 14, 2018 at 9:44 am

    Innanzitutto, voglio fare gli auguri di buon compleanno a One More Trip, e sinceri complimenti a te per i traguardi raggiunti!! 🙂 Direi che, per un primo anno di blogging, hai fatto proprio un buon lavoro, e condivido completamente il tuo pensiero su questa bellissima passione/lavoro. Anche il mio blog sta per compiere un anno! E devo dire che sono molto soddisfatta anche io dei risultati ottenuti (che sono parecchio inferiori ai tuoi, ma sono comunque molto preziosi!).
    Non si finisce mai di imparare, e bisogna studiare costantemente.
    Bisogna diventare esperti di diverse discipline: dalla fotografia al videomaking, dalla SEO alla gestione dei social, passando per tecniche di comunicazione e di scrittura, web design, marketing.
    Bisogna fare qualche piccolo investimento per ottenere maggiori risultati (ecco, in questo io devo migliorare perchè ho investito molto poco, e ti ringrazio per aver condiviso il tuo file excel, dandomi un metro di paragone e qualche utile spunto!).
    Bisogna essere sempre curiosi, avere idee originali e creare contenuti interessanti anche quando non viaggiamo. Per questo apprezzo molto la tua idea di creare la sezione “Come diventare un travel blogger senza viaggiare”! La trovo assai originale 🙂
    Detto questo, il travel blogging è davvero un mondo ricchissimo di sfaccettature e richiede tanto impegno, ma chi ha passione, costanza, fiducia nei propri sogni e nelle proprie capacità riuscirà a ricavarne ottime soddisfazioni.
    E credo proprio che tu abbia tutte le carte in regola! Continua così, e non mollare mai! 🙂

  • Reply
    diparaffo
    luglio 14, 2018 at 5:42 pm

    complimenti raffaele, ho letto con molta attenzione ciò che hai scritto, e reputo il tutto molto interessante e stimolante, non solo perchè anche io da poco ho iniziato ad intraprendere il viaggio nel mondo del blogging, ma anche perchè mi fornisce una piccola base su cosa mi aspetterà tra qualche mese.
    i miei numeri sono di molto inferiori ai tuoi, ma spero di poter migliorare con il tempo.

  • Reply
    Valeria Alchi
    luglio 14, 2018 at 9:40 pm

    Guarda a me questo articolo sembra coraggioso, nel senso positivo dell’accezione, e a me il coraggio piace.
    Davvero coraggioso anche il bilancio pubblico, e mi sento di promuovere anche questa azione.

    Io sono blogger dal 2008, e come si può ben immaginare ne ho ovviamente viste di cose in questi 10 anni.

    Mi piace il tuo coraggio, quindi ti sprono a continuare.

    • Reply
      raffor14c
      luglio 15, 2018 at 9:19 am

      Grazie Valeria! Messaggi del genere ti danno la forza di fare sempre meglio!

  • Reply
    Eugenia
    luglio 15, 2018 at 7:40 pm

    Buon Compleanno One More Trip! Hai fatto davvero un ottimo lavoro e si vede che hai la passione per ciò che fai! Il primo anno è sempre un po’ difficile ma credo che un anno successivo ti porterà i followers ancora più numerosi, tantissime idee per differenziarti dagli altri travel blogger (non vedo l’ora di leggere i tuoi post su ‘Come diventare un travel blogger senza viaggiare’) e anche un guadagno! Buona fortuna!!!

  • Reply
    Michele
    luglio 15, 2018 at 9:51 pm

    Complimenti per i tuoi risultati! Il primo anno è il più duro, ma anche il più bello in quanto impari tante cose e non vedi l’ora di metterle in funzione. E’ una spesa, ed i ricavi non sembra che arrivino mai, poi tutto insieme succede qualcosa, i visitatori aumentano, le offerte dei brand per post sponsorizzati aumentano, i fan aumentano, ti senti gasato! Ecco, questo è il momento di spingere e studiare ancora di più. Ci vediamo tra un anno con numeri molto più alti! Buon lavoro!

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