Lettere

All’uomo sul pontile di Corfù

Gabriele fa della scrittura la sua passione ed il suo lavoro. Quando abbiamo parlato del progetto “Lettera ad uno sconosciuto” mi ha chiesto solo del tempo per scavare tra i ricordi. Chi mi conosce sa che ho un debole per “chi si è fatto da solo”. Gabriele è uno scrittore freelance che con “Solo un bacio ci divide” è alla sua quarta pubblicazione auto-prodotta ed auto-promossa. Ospitare questa lettera è un privilegio per il nostro blog ed è solo un saggio delle sue abilità! Se desiderate conoscere di più su Gabriele e le sue opere questo è il link al suo profilo Facebook!

Mi piaceva chiamarti Simone, come il nome del tuo bazar a due passi dal mare.

Chissà, magari il negozio l’avevi dedicato ad una vecchia fiamma, a un amore perduto, ad una semplice ex o alla donna della tua vita; magari no. Ricordo benissimo ancora oggi, quasi fossero trascorsi solo istanti, la calma dei tuoi passi verso il pontile, la camminata lieve su di esso, ed alla fine un tuffo a lanciare il tuo corpo verso le acque placide e tranquille di quell’ isola che mi incantava e conquistava giorno per giorno.

Fine estate 2003, spiaggia di Dassia, Corfù.

Simone, pareva non guardassi nessuno, non ti curassi degli sguardi altrui. Eri solo, con la tua voglia di portare tra le onde i tuoi pensieri giusto il tempo di una breve nuotata, giusto il tempo di uno stacco dal lavoro, giusto il tempo di fuggire dalle migliaia di souvenirs che i turisti desideravano portare via come brandelli di emozioni divenuti materia.

Più di una volta mi sarebbe piaciuto fermare il tuo incedere, ma forse pensavo di rovinare la magia di quegli istanti: ti avrei chiesto quanta serenità e quanta carica riuscivano a trasmetterti. Se credevi, come credevo forse anch’io, che non ci fosse nulla di meglio di un ritaglio di solitudine come rimedio al frastuono intorno.

Mi piaceva chiamarti Simone, e mi piace pensare che non hai smesso quella sana abitudine di essere chi ti va senza che nessuno ti chieda cosa fai per stare bene in mezzo al caos.

 

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